Il triste gioco di parole del titolo indica da una parte quel sistema d'istruzione in cui la maggior parte dei frequentatori di 'sto blog è invischiata, e dall'altro l'atteggiamento che sto assumendo nei confronti di questa: INVERSO!
Eh sì, perchè sebbene molto scalpore s'è fatto per la riforma Moratti (non il magnate dell'inter nonchè primo azionista dell "jimmy il fenomeno s.p.a."), poco o nulla s'è detto della riforma Berlinguer che ha lasciato fiumi di conseguenze in cui sguazziamo ancora oggi (a Fiorò,ce devì salvà ttu!).
L'interessante riforma, che peraltro ha tolto la geografia dagli insegnamenti superiori (Lecco è in provincia di Crema? La capitale di Cuba è Castro? Ma alla fine la città di Fiume l'abbiamo conquistata o no?) ha dato una bella scossa al mondo universitario, trasformando completamente l'organizzazione degli atenei e rivoluzionando la vita d'ogni universitario. Questi, a parer mio, i 2 principali punti:
a) 2 livelli di Laurea: ad una laurea di 4 o 5 anni è stata sostituita una "laurea in due fasi" composta da: - laurea triennale
- laurea specialistica (facoltativa) di due anni
Questo per TUTTI I CORSI! Quindi il fatto che esistessero lauree da 5 anni e lauree da 4 si è rivelata una semplice formalità, un vezzo di forma da piallare in maniera grossolana e sistematica. Ok la fast-laurea triennale ha avuto il merito di avvicinare più giovani al mondo universitario..ma la qualità è andata peri passo con la qualità? Eeeeeeee...no!
Direi un buon 80% dei laureati esce dall'Università con una competenza scarsissima (dati alla mano).
C'è sempre possibilità dei "+2" direte voi, eccerto, ma la specialistica è davvero l'efficace soluzione? Forse. Quel che so per certo è che dopo la specialistica si può accedere ad un concorso che permette di fare tre anni di Dottorando (con uno stipendiuccio misero) e dopo il quale non c'è altra possibilità se non quella di diventare prof.Universitario (E se volessero insegnare alle superiori? No! Lo stato italiano non può permettersi di sprecare menti brillanti a livelli così bassi. Nel Vangelo è scritto: "Coloro che dopo aver passato 8 anni all'Università s'abbassino all'umile lavoro nei licei, senza curarsi del celeste mondo universitario, saranno gettati nel fuoco eterno e sarà pianto e stridore di denti..").
b) I crediti. Ricordo ancora con affetto il tempo in cui, timido, m'apprestavo ad infilare la monetina nel flipper/videogioco di turno per godere d'interminabili partite per battere i mei personali record: quelli erano gli unici "punteggi" della mia vita. Meno male che qualche brillante mente nostalgica ha pensato a farci rivivere queste emozioni trasformando l'Università in uno scatolone a punti. In questo modo, oltre ad aver lanciato lo studente nella folle corsa del punto mancante, ha determinato il delinearsi di una gerarchia tra esami (quanti crediti? Solo 2? Vabbè ma che esame del cazzo!) dove non contano più i valori della disciplina stessa, ma solo il suo punteggio rispetto ai fantomatici 180. Inoltre, al fine di decidere quanti crediti valga un esame, si sono fatti importanti calcoli su numero di pagine da assegnare, ore di lezione, ore di studio, facoltà celebrali, voglia, pause siga, etc...di modo che se il tuo esame vale solo due crediti, e tu mi dai più pagine del previsto io possa insorgere contro la tua tirannia e destituirla!
Ok scusate il cinico sarcasmo, ma se tutto va "bene" a Febbraio entrerò anche io nel novero dei fast-laureati, e non vedo un coì roseo futuro davanti a me..C YA
erbode