Il 26 Gennaio s'è spento, un nostro concittadino, nonchè uno dei più polivalenti ed eclettici maestri dell'arte applicata. Emanuele Luzzati ha lasciato il suo ultimo respiro in questa città ,la cittàin cui è nato e che inevitabilmente, come succede a tutti i genovesi, ha avuto un posto di riguardo nel suo cuore per tutta la vita.
Nato a Genova nel 1921, diplomato all'Ecole des Beaux Arts di Losanna, ha collaborato con registi, architetti, artisti e scrittori di fama internazionale. Espone nel '72 alla Biennale di Venezia; nel '75 è fondatore, con Aldo Trionfo e Tonino Conte, del Teatro della Tosse di Genova; autore di film di animazione con Giulio Gianini, otterrà due nomination all'Oscar.
Luzzati è interprete di una cultura figurativa abile e colta, capace di usare con maestria ogni sorta di materiale: dalla terracotta allo smalto, dall'in-treccio di lane per arazzi all'incisione su supporti diversi, ai collage di carte e tessuti composti per costruire bozzetti di scene, di costumi, di allestimenti navali. La ricchezza del suo mondo fantastico, l'immediatezza ed espressività del suo stile personalissimo, che parla il linguaggio universale dell'infanzia, ne hanno fatto uno degli artisti più amati ed ammirati nel nostro tempo. (grazie a http://www.museoluzzati.it)
Io di Luzzati francamente conoscevo solo la statua e il museo a lui dedicati, al porto antico. La statua in effetti non mi è mai piaciuta, lo sempre trovata un po' buffa e decisamente troppo bizzarra perchè fosse davvero di mio gradimento. Però mi vengono in mente un sacco di ricordi legati ad essa:lunghe passeggiate al porto antico, litigate con amici sull'effettiva bellezza dell'opera, una lunga seduta di un'ora con una ragazza per cercare di capire cosa si nascondesse dietro quell'opera: l'idea alla sua base, il progetto, il concept dell'artista, e anche di recente, portando i bambini in gita all'acquario, mi sono improvvisato esperto d'arte e ho cercato di spiegargliela...
sono tutti ricordi meravigliosamente dolci e piacevoli e sono convinto che questo sia il senso vero dell'arte: le emozioni che sa generare, e tu sei stato un artista infinito Lele, sono sicuro che ci mancherai...
erbode
Eh già, siamo nel 2007. Un altro anno è finito, scivolando via tra i meandri della solita quotidiana vita,portando gioie, risate, amori, soddisfazioni,o magari solo la solita dose di calci nel culo. Ma comunque è finito. Adesso ne sta inziando un altro e francamente sono al punto che non me ne frega più un cazzo: che bello, che bello facciam suonare le trombette la terra ha fatto una altro giro intorno al Sole,wowowow che evento!!!! Per me, è solo un pretesto per bere a capodanno. Non mi interessa se sia il 2007, il 2909, il 1913 o l'anno zero, è solo tempo cronologico, non me ne frega niente. Il punto è che però, anche se di fatto non cambia nulla, tradizione vuole che all'inizio dell'anno nuovo si facciano dei propositi, quindi ecco i miei: pensare meno, basta "darci di martellino" mentale, basta domande,seghe, dubbi o riflessioni. Leggendo vari autori sudamericani mi sono reso conto di come esista una vita basata quasi solo sull'emotività, senza dover razionalizzare tutto, gente che s'innamora semplicemente dopo essersi di sfuggita guardata negli occhi, gente che gira il mondo solo per non pensare al dolore, gente che fa l'amore per ore sotto le stelle senza neppure conoscersi per nome. Sognare, vivere, provare sentimenti puri senza farli filtrare dal nostro cervello segaiolo, è così che voglio iniziare a vivere! E me ne sbatto il cazzo se la gente penserà che sono matto, tanto già pensano che io sia stronzo, arrogante, ipocrita, egocentrico, asociale e insensibile...chi ha ragione? Tutti e nessuno...
Se anche voi avete propositi per l'anno nuovo scrivete,sennò annaccatevi e invece che star su internet a scrivere andatevi a fare una passeggiata, bevete vino, telefonate ad un amico...quel che cazzo vi pare..BUON ANNO comunque...
erbode
Che la cultura Hippie mi affascini non è mai stato un mistero, è un aspetto della mia vita che non ho mai celato e che ha sempre avuto una forte influenza (quantomeno a livello di ideali) sulle mie decisioni. Ieri questo forte attaccamento è tornato in auge poichè ho potuto (ri)vedere la trasposizione cinematografica del musical HAIR (Milos Forman, 1979). Lo considero un capolavoro, per quanto io non ami i musical questo è forte, diretto, sincero, bizzarro, divertente e decisamente sopra le righe: esattamente come il fenomeno Hippie.
Per quanto non si possa definire un movimento culturale (manca infatti una vera identificazione artistica, così come mancano veri e propri modelli o manifesti da seguire) di sicuro quello Hippie è stato un fortissimo movimento sociale. Un movimento caratterizzato da un rifiuto sistematico nei confronti della guerra, non solo di quella imminente del Vietnam, ma di ogni guerra intesa come processo generatore di paura, morte, ditruzione, rovina; quindi pervaso da una sublimazione del concetto di Pace, ma soprattutto di quello di Amore. Un amore libero verso il prossimo, chiunque esso sia, manifestato prevalentemente in ambito sessuale, con espressioni d'amore carnale libero, animalesco, incontrollato condizionato anche da una forta parificazione sessuale (HAIR i capelli lunghi simbolo di omologazione unisex) che non traccia più un vero confine tra amore eterosessuale e raffinata pederastia (in una delle battute del culto del film una poliziotta chiede ad un hippie se è omosessuale e lui risponde "Beh non caccerei di certo Mick Jagger dal mio letto, ma no, non sono omosessuale.") Una cultura segnata dallo smodato uso di droghe, in prevalenza allucinogeni, che permettono di fuggire dall'alienante realtà per abbracciare una surreale dimensione di sogno e pace perpetua; condizionata dal rifiuto di adattarsi a schemi borghesi quali il concetto di casa, famiglia, lavoro, scuola,igiene, conformismo e consumismo. Quella degli Hippie è una ribellione manifestata, urlata, esposta in modo esagerato: nei modi di vita, negli abiti pazzeschi e ultracolorati, nelle canzoni di rabbia e protesta, nell'uso di sostanze stupefacenti per dare una nota di colre al disagio esistenziale.
Certo è ovvio che, anche o proprio, per queste ragioni è facile capire il perchè tale cultura sia arrivata ad un rapido declino, così come è facile puntare il dito contro i fricchettoni scansafatiche che trovano nelle manifestazione solo un pretesto per non lavorare e condurre una vita disordinata e reprovevole. Non è certo tutt'oro quel che luccica: la libertà si paga sempre.
Cio' che però non posso ignorare è la grande passione e la voglia incondizionata di amore, vita e libertà di questo periodo, la loro insania creativa, lo smodato coraggio di manifestare ogni emozione senza paura, la noncuranza riguardo ad aspetti standard della vita che da sempre han saputo venderci come "felicità". So che mi sarei bruciato in fretta, ma mi sarebbe piaciuto essere un Hippie, se non altro per sentirmi parte di un qualcosa di condivisibile a livello generazionale, per sentirmi orgoglioso di aver espresso il mio dissenso verso ciò che davvero ci sta distruggendo, per essere parte del più grande movimento sociale di libertà, pace, amore e trionfo dei sogni..e scusate se è poco....
Che bella la televisione! E' una cosa meravigliosa il poter trovare a qualunque ora un programma intelligente e divertente che faccia trscorrere ore di piacevole intrattenimento, che cosa incredibile il poter vedere contenuti di qualità, prodotti da autori intelligenti e trasmissioni condotte da figure di elevata caratura professionale...che bello..SAREBBE!!
E' ufficiale: non se ne può più! E' evidente che il mezzo TV (che altri non è che il mezzo di comunicazione, informazione e intrattenimento più diffuso nel Belpaese) sta collassando su sè stesso. I programmi spaziano dal trash dei reality show al trash dei varietà pomeridiani, dal trash dei contenitori domenicali al trash dei salotti di seconda serata, dal trash delle finte recite (lacrime annesse) al trash delle litigate senza profilo. Una gran bella variaganza di contenuti ridotta ad essere solo puro intrattenimento "spazzatura" per compiacere un pubblico annoiato che vive fondamentalmente mangiando pentolate di "cazzi altrui", tutto condito da pietose scenette infarcite d'insulti e gesti ,indegni del peggiore bar di Caracas. "Riciclo" quella che doveva essere la parola chiave riguardo alle politiche ambientali del nuovo millennio, è diventato invece il simbolo della TV moderna: reality show di finti famosi riciclati da programmi vecchi e ormai sconosciuti ai più, oppure riadattati e dotati d'una personalità istantanea dopo aver militato in mezzo alla fila delle pseudoballerine dei vari programmi preserali, piuttosto che in fiction da casalinga disperata (nel vederle...); contenitori domenicali (chi ha coniato sta definizione è un fuckin genius) imbottiti d'ogni sorta di rumenta cagata fuori dai reality show e lasciata urlante in mezzo ad uno studio di cialtroni, in cui la cosa più professionale è la pubblicità; talk show ridondanti in cui dominano gli "opinionisti" (che significa che per potere apparire in tv basta una vaga infarinata di lingua italica e avere una qualsivoglia cazzo di opinione riguardo ad un qualsivoglia cazzo di argomento) echeggianti di banalità e cazzate stracotte nell'unto brodo della propria inutilità. E anche quei pochi programmi che tentano di salvarsi, finiscono in una logica di share che le intrappola dandogli il corto respiro della noia latente (si pensi al programma di Fazio: uno dei più bei programmi della Tv che si sta trasformando in un marchettone popolaresco di pubblicità a libri, film, dischi etc...)......Punto infine il dito contro i programmi culturali: che diventano sempre più salotti borghesi pieni di urla e opinioni contrastanti, da cui lo spettaore esce KO senza aver capito bene da che parte aspettarsi la prossima inculata.............
PS: Arridatece almeno i vecchi cartoni animati!!!!
Apparentemente parrebbe non aver alcun senso domandarsi perchè si vive, troppo complesso. Più facile, e stilisticamente più eroico, domandarsi seci sono validi motivi per cui MORIRE, io ne individuo almeno 2: AMORE e IDEALI. (Detto questo non credo che IO sarei disposto manco ad andare in coma per uno di questidue, diciamo che posso giustificare chi lo fa....). Cmq qualcuno ne ha parlato meglio di me:
MORIRE PER DELLE IDEE (F. De Andrè)
Morire per delle idee, l'idea è affascinante
per poco io morivo senza averla mai avuta,
perché chi ce l'aveva, una folla di gente,
gridando "viva la morte" proprio addosso mi è caduta.
Mi avevano convinto e la mia musa insolente
abiurando i suoi errori, aderì alla loro fede
dicendomi peraltro in separata sede
moriamo per delle idee, va bè, ma di morte lenta
va bè, ma di morte lenta.
Approfittando di non essere fragilissimi di cuore
andiamo all'altro mondo bighellonando un poco
perché forzando il passo succede che si muore
per delle idee che non han più corso il giorno dopo.
Ora se c'è una cosa amara, desolante
è quella di capire all'ultimo momento
che l'idea giusta era un'altra, un altro il movimento
moriamo per delle idee, va bè, ma di morte lenta
ma di morte lenta.
Gli apostoli di turno che apprezzano il martirio
lo predicano spesso per novant'anni almeno.
Morire per delle idee sarà il caso di dirlo
è il loro scopo di vivere, non sanno farne a meno.
E sotto ogni bandiera li vediamo superare
il buon matusalemme nella longevità
per conto mio si dicono in tutta intimità
moriamo per delle idee, va bé, ma di morte lenta
ma di morte lenta.
A chi va poi cercando verità meno fittizie
ogni tipo di setta offre moventi originali
e la scelta è imbarazzante per le vittime novizie
morire per delle idee è molto bello ma per quali.
E il vecchio che si porta già i fiori sulla tomba
vedendole venire dietro il grande stendardo
pensa "speriamo bene che arrivino in ritardo"
moriamo per delle idee, va bè, ma di morte lenta
va bè, ma di morte lenta.
E voi gli sputafuoco, e voi i nuovi santi
crepate pure per primi noi vi cediamo il passo
però per cortesia lasciate vivere gli altri
la vita è grosso modo il loro unico lusso
tanto più che la carogna è già abbastanza attenta
non c'è nessun bisogno di reggerle la falce
basta con le garrote in nome della pace
moriamo per delle idee, va bè, ma di morte lenta
va bè, ma di morte lenta.
LA MORTE DEGLI AMANTI (C. Baudelaire)
Avremo letti pieni d'aromi leggeri,
e divani profondi come tombe,
e sparsi sulle mensole strani fiori
per noi sbocciati sotto cieli più belli.
A gara consumando i loro ultimi ardori,
i nostri cuori saranno due grandi doppieri
che rifletteranno il loro duplice fulgore
dentro i nostri spiriti, specchi gemelli.
In una sera di rosa e di mistico azzurro
un lampo unico correrà tra di noi,
come un lungo singhiozzo carico di addii;
più tardi un Angelo, socchiudendo le porte,
verrà a rianimare, fedele e gioioso
gli specchi offuscati e le fiamme morte."
Se il pianeta terra fosse ridotto ad un villaggio di sole 100 persone, mantenendo le stesse proporzioni percentuali , avremmo tale distribuzione:
- 50 uomini
- 50 donne
- 61 asiatici
- 13 africani
- 12 europei
- 8 nordamericani
- 5 sudamericani
- 1 dell'oceania
- 33 cristiani
- 18 musulmani
- 16 non credenti
- 14 indù
- 6 buddhisti
- 13 professerebbero altre religioni
- 47 risiederebbero in un'area urbana
- 9 sarebbero disabili
- 12 avrebbero un computer
- 3 avrebbero una connesione ad internet
- 75 non avrebbero un letto, un frigo, una armadio e un tetto sulla testa
- 30 avrebbero dei soldi depositati in una banca
- 1 (adulto tra i 18-49anni) sarebbe affetto da HIV
- 14 sarebbero analfabeti
- 7 sarebbero diplomati
- 43 non avrebbero strutture igieniche di base
- 18 vivrebbero senza una fonte d'acqua disponibile
- 13 soffrirebbero di fame o malnutrizione
- 18 vivrebbero con meno di un dollaro al giorno
- 53 vivrebbero con meno di 2 dollari al giorno
- 6 deterrebbero il 59% della ricchezza del villaggio
- 1120 miliardi di dollari per spese militari
- 100 miliardi per la ricerca sanitaria
...no comment, C Ya
erbode
Su un forum americano ho visto un curioso giochetto molto semplice: consiste infatti nel cercare sul motore di ricerca IMMAGINI di Google una parola a caso, vagliare i risulati e postare l'immagine più bizzarra che è venuta fuori..very easy...se siete collegati e avete 5 minuti liberi, provatelo, ne vale la pena.
Intanto io vi ho lasciato qualche esempio concreto del mio "lavoro"....
| Banana | |
Tanto vale mettergli un cartello al collo con scritto "Voglio diventare gay da grande" |
| Belin | ![]() |
In che gusti le avete queste patatine? |
| Borghezio | ![]() |
C'ho pensato e ripensato e ho concluso che deve essere il fondatore del suo fan club |
| Borotalco | ![]() |
Prima di scriverlo non ci avevo pensato...mitico |
| Cesso | ![]() |
Eh Eh è passato un po' di tempo ma fanno ancora ridere |
| Guttalax | ![]() |
Credo che questa carta avrà da ridere ancora per poco... |
| Hendrix | ![]() |
L'autore dell'album "The electrical LEGOland" |
| Jimmy il fenomeno | ![]() |
Un portierone in una delle sue peggiori espressioni |
| Lapa | ![]() |
Dalla faccia non sembra un geniaccio, però... |
| Led Zeppelin | ![]() |
Io da bambino avevo la maglia dei Doors... |
| Poch | ![]() |
E' il nome della piazza più conosciuta (e temuta) dai Villini & S.Alberto..però non credevo COSI' conosciuta! |
| Roulette Russa | ![]() |
Bel giocattolo...i giapponesi stanno un po' come i pazzi... |
Spero vi abbiano regalato un minutino di sorrisi, che ce n'è sempre tanto bisogno...C YA..erbode

Primo post settembrino per parlarvi, o meglio sponsorizzarvi, un piccolo gioiellino nostrano. Romanzo criminale, è proprio un bel film e aggiungo FINALMENTE! Era da tempo che il cinema italiano aveva bisogno di una bella scossa: via la polvere delle solite trame (dei30enni in crisi non se ne poteva più) e dalle noiose regie incorporee. Il film di Michele Placido (ebbravo Michè!) si presenta al pubblico con una forte e solida sceneggiatura, un ottimo copione ed un cast di VERI talenti che non delude affatto (eh no Hollywood non abbiamo più nulla da invidiare ai tuoi attoroni!). Anche la regia è buona, così come costumi e scenografie (vi giuro che pa davvero di star negli anni 70). Insomma, un ottimo prodotto che mi sento di consigliarvi.
trama:
Il Film racconta le vicende di tre giovani malavitosi romani (il freddo, il libanese e il dandi) che con l'aiuto di altri amici/scagnozzi, decidono di fare un po' di easy money rapendo un ricco possidente. Il rapimento finisce male, mai soldi del riscatto piovono lo stesso, e sono pure tanti. Al momento della spartizione il libanese ha però un'idea: tenerne la maggior parte in una sorta di cassa comune, da reinvestire nel "commercio" dell'eroina, un'idea che cela il grande sogno del libanese: conquistare Roma, come un imperatore. Nasce così la "banda della Magliana" una potente organizzazione criminale, che, grazie allo smodato uso di armi da fuoco, riesce davvero a prendersi Roma. Iniziano così rapporti con la mafia e altre organizzazioni criminali, dando alla banda una più marcata ombra di pericolosità. L'unico ad intuire veramente la reale situazione è però il commissario Scialoja, giovane rampante con in testa il chiodo fisso della carriera, che farà di tutto per mettere in scacco la banda, e come prima pedina sceglierà Patrizia, prostituta d'alto bordo nonchè donna del Dandi. Patrizia è una donna forte, che gioca con gli uomini ed ottiene sempre quel che vuole ed il Dandi non sarà certo l'unico a perdere la testa per lei: anche Scialoja avvertirà puri momenti di debolezza davanti ai suoi splendidi occhi nocciola.
Non sarà però il commissario l'autore della disfatta della banda: mentre l'Italia è distrutta dal terrorismo e conflitti socio-politici, il freddo, il libanese e il dandi -un po' per vocazione e un po' per destino- scopriranno che le loro strade portano lontano l'uno dall'altro e che il passato è sempre pronto a ritornare...
personaggi:
Il Libanese: (Pierfrancesco Favino) Cattivo, spietato, efferato. E' sua l'idea di formare una banda, soprattutto per soddisfare i suoi deliri di onnipotenza. Simpatizza per i dittatori ed è lui stesso convinto di potersi eleggere nuovo imperatore di Roma. Non prova amore, il suo unico vero amico è il Freddo, tutto il resto è solo rancore e disprezzo....
Il Freddo: (Kim Rossi Stuart) distaccato, come suggerisce il suo soprannome. E' l'unico a provenire da una famiglia agiata ed è un fatto che influenza inevitabilmente la sua componente caratteriale. S'innamorerà di Roberta, l'unica che sappia regalargli un po' d'incondizionato amore in mezzo alle donnacce che la banda frequenta solitamente. Sarà per amor suo che deciderà di distaccarsi dal resto della banda, sarà per colpa d'un passato che riaffora a spingerlo a ritornare...
Il Dandi: (Claudio Santamaria) E' il simpaticone del gruppo, con la fissa di poter vivere da signore, forse per cancellare gli anni in cui la sua famiglia ha fatto da serva ai ricconi della zona. Il Dandi è però anche un furbo, uno che non esita a rinnegare i suoi amici per scegliere il giusto alleato da sfruttare, ma forse è soltanto un vile. Ama follemente Patrizia fino a diventare un burattino nelle sue mani: terribile punto debole, specie quando fra i due s'insinua l'ombra di Scialoja...
Patrizia: (Anna Mouglalis) è bella, troppo bella e per giunta sa pure di esserlo. E' la meglio prostituta di Roma, capace di far pardere la testa al Dandi. Sa quello che vuole, ma soprattutto sa come ottenerlo: riesce a veder soddisfatto ogni suo desiderio e lo fa come se fosselei a fare un favore al suo benefattore. Pedina iniziale del gioco di Scialoja, riesce a ribaltare il gioco. E' la donna di tutti, ma è libera come il vento...
Scialoja: (Stefano Accorsi) Ambizioso commissario che intuisce da subito la pericolosità della banda. E'intelligente, sa che potrà mettere le mani sul gruppo solo facendo leva sui loro punti deboli: e chi meglio di Patrizia può servirgli a tal fine? L'ambiguità sarà però il leit motiv dei loro incontri, chi è il giocatore, chi la pedina?
Il Nero: (Riccardo Scamarcio) Bello e spietato. E' un nazista con il pallino delle arti marziali. E' un sicario. Distaccato, senza ombra di sentimenti. Non vuole mai sapere il nome della sua vittima, gli bastano i soldi e il potere di decidere sulla vita o la morte. Cosa accadrà quando avrà il coraggio di guardare negli occhi una persona a cui ha sparato?
Nonso se ho reso giustizia al film, mi basterebbe comunque avervi messo solo un po' di curiosità. C ya
erbode
Il triste gioco di parole del titolo indica da una parte quel sistema d'istruzione in cui la maggior parte dei frequentatori di 'sto blog è invischiata, e dall'altro l'atteggiamento che sto assumendo nei confronti di questa: INVERSO!
Eh sì, perchè sebbene molto scalpore s'è fatto per la riforma Moratti (non il magnate dell'inter nonchè primo azionista dell "jimmy il fenomeno s.p.a."), poco o nulla s'è detto della riforma Berlinguer che ha lasciato fiumi di conseguenze in cui sguazziamo ancora oggi (a Fiorò,ce devì salvà ttu!).
L'interessante riforma, che peraltro ha tolto la geografia dagli insegnamenti superiori (Lecco è in provincia di Crema? La capitale di Cuba è Castro? Ma alla fine la città di Fiume l'abbiamo conquistata o no?) ha dato una bella scossa al mondo universitario, trasformando completamente l'organizzazione degli atenei e rivoluzionando la vita d'ogni universitario. Questi, a parer mio, i 2 principali punti:
a) 2 livelli di Laurea: ad una laurea di 4 o 5 anni è stata sostituita una "laurea in due fasi" composta da: - laurea triennale
- laurea specialistica (facoltativa) di due anni
Questo per TUTTI I CORSI! Quindi il fatto che esistessero lauree da 5 anni e lauree da 4 si è rivelata una semplice formalità, un vezzo di forma da piallare in maniera grossolana e sistematica. Ok la fast-laurea triennale ha avuto il merito di avvicinare più giovani al mondo universitario..ma la qualità è andata peri passo con la qualità? Eeeeeeee...no!
Direi un buon 80% dei laureati esce dall'Università con una competenza scarsissima (dati alla mano).
C'è sempre possibilità dei "+2" direte voi, eccerto, ma la specialistica è davvero l'efficace soluzione? Forse. Quel che so per certo è che dopo la specialistica si può accedere ad un concorso che permette di fare tre anni di Dottorando (con uno stipendiuccio misero) e dopo il quale non c'è altra possibilità se non quella di diventare prof.Universitario (E se volessero insegnare alle superiori? No! Lo stato italiano non può permettersi di sprecare menti brillanti a livelli così bassi. Nel Vangelo è scritto: "Coloro che dopo aver passato 8 anni all'Università s'abbassino all'umile lavoro nei licei, senza curarsi del celeste mondo universitario, saranno gettati nel fuoco eterno e sarà pianto e stridore di denti..").
b) I crediti. Ricordo ancora con affetto il tempo in cui, timido, m'apprestavo ad infilare la monetina nel flipper/videogioco di turno per godere d'interminabili partite per battere i mei personali record: quelli erano gli unici "punteggi" della mia vita. Meno male che qualche brillante mente nostalgica ha pensato a farci rivivere queste emozioni trasformando l'Università in uno scatolone a punti. In questo modo, oltre ad aver lanciato lo studente nella folle corsa del punto mancante, ha determinato il delinearsi di una gerarchia tra esami (quanti crediti? Solo 2? Vabbè ma che esame del cazzo!) dove non contano più i valori della disciplina stessa, ma solo il suo punteggio rispetto ai fantomatici 180. Inoltre, al fine di decidere quanti crediti valga un esame, si sono fatti importanti calcoli su numero di pagine da assegnare, ore di lezione, ore di studio, facoltà celebrali, voglia, pause siga, etc...di modo che se il tuo esame vale solo due crediti, e tu mi dai più pagine del previsto io possa insorgere contro la tua tirannia e destituirla!
Ok scusate il cinico sarcasmo, ma se tutto va "bene" a Febbraio entrerò anche io nel novero dei fast-laureati, e non vedo un coì roseo futuro davanti a me..C YA
erbode